21 Ottobre 2025

Come verificare e recuperare i contributi mancanti ai fini pensionistici

Può accadere, soprattutto quando ci si avvicina alla pensione, di accorgersi che nel proprio estratto conto contributivo INPS mancano alcuni periodi di lavoro. Un’assenza che spesso genera preoccupazione, perché ogni settimana contributiva può fare la differenza per raggiungere i requisiti pensionistici o determinare l’importo della pensione. Come comportarsi in queste situazioni?

Nel caso in cui ci sia accorti che manchi un periodo di contribuzione nel proprio estratto conto contribuito è importante agire con metodo e conoscere le possibilità effettive previste dall’INPS.
Non sempre, infatti, i contributi mancanti possono essere accreditati automaticamente: molto dipende dalla causa della mancanza e dal periodo interessato.

Se il datore di lavoro ha regolarmente versato i contributi ma questi non risultano registrati, si può chiedere all’INPS la ricostruzione gratuita della posizione assicurativa, allegando la documentazione che dimostri l’effettivo svolgimento dell’attività lavorativa (buste paga, CUD, comunicazioni di assunzione, ecc.).

Diverso è il caso in cui i contributi non siano mai stati versati o riguardino periodi privi di copertura assicurativa (ad esempio, lavori irregolari, pause tra un contratto e l’altro, periodi di studio o disoccupazione non indennizzata).
In queste situazioni non è possibile ottenere l’accredito gratuito, ma si può valutare il riscatto o il versamento volontario dei contributi.

Verificare l’estratto conto contributivo

Il primo passo è accedere al portale INPS, nella sezione “Fascicolo previdenziale del cittadino”, e scaricare il proprio estratto conto contributivo.
È importante controllare con attenzione che:

  • i periodi lavorativi siano completi e senza interruzioni inspiegabili;
  • i dati anagrafici (nome, cognome, data e luogo di nascita) siano corretti.

Possibili cause delle mancanze

La prima cosa da fare è verificare se la mancanza è dovuta ad un errore di comunicazione dei dati anagrafici all’INPS da parte dell’azienda (capita molte volte quando si ha un doppio nome ad esempio). Molti anni fa non era il codice fiscale il dato obbligatorio da comunicare all’INPS e molto spesso il datore di lavoro segnalava all’INPS dati anagrafici errati nel nome oppure nel comune o nella data di nascita.

L’estratto conto contributivo INPS: come leggerlo, le note e a cosa fare attenzione

L’estratto conto contributivo INPS è uno strumento per i lavoratori che vogliono monitorare e verificare i contributi accreditati durante la carriera. Un elemento spesso trascurato sono le note a destra del prospetto, fondamentali per interpretare correttamente periodi e contributi.

Guida pratica
Se ci sono errori nell’estratto conto contributivo?

Nel caso in cui vengano riscontrate delle anomalie è possibile inoltrare un’apposita segnalazione utilizzando la procedura che varia a seconda che il lavoratore sia un dipendente del settore privato, autonomo o un dipendente del settore pubblico.

Per chiedere una rettifica della posizione contributiva è possibile accedere a questa pagina del sito Inps e seguire questi passaggi:

Per dipendenti del settore privato e autonomi
Per dipendenti del settore pubblico

Posizione assicurativa

Segnalazioni Contributive

E inserire i periodi, documentazione probatoria ed eventuali note per permettere all’istituto di previdenza di verificare il periodo

Posizione assicurativa

RVPA Dipendenti Pubblici

E inserire i periodi, documentazione probatoria ed eventuali note per permettere all’istituto di previdenza di verificare il periodo

*RVPA significa Rettifica e Variazione Posizione Assicurativa

Non ha valore certificativo
L’estratto conto contributivo Inps non ha alcun valore certificativo e per poter ricevere un documento certificativo (EcoCert) ai sensi dell’art. 54 Legge n. 88/1989, è necessario presentare un’apposita istanza telematica.

Cosa succede dopo la richiesta

Una volta inviata la segnalazione, l’INPS effettua le verifiche incrociate con i flussi contributivi trasmessi dal datore di lavoro. Se la contribuzione risulta effettivamente versata ma associata in modo errato, viene riconosciuta e accreditata sul profilo corretto del lavoratore.

Nel caso in cui manchino anche i versamenti, l’INPS invita il datore di lavoro a regolarizzare la posizione (se non è intervenuta la prescrizione), e in caso di inadempienza può intervenire direttamente tramite accertamento ispettivo.

Se non ci sono errori anagrafici?

Se non vi sono errori nell’invio dei dati anagrafici, a seconda della tipologia di contributi mancanti e del periodo in cui si collocano, sono previste diverse modalità di invio della richiesta di rettifica all’INPS.

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Recuperare i periodi di maternità

Se nell’estratto conto contributivo mancano delle settimane relative alle maternità, sarà sufficiente inviare all’Inps i seguenti documenti:

Maternità in costanza di rapporto lavoro
  • Carta d’identità della richiedente e figlia/o
  • Autocertificazione stato di famiglia
  • Autocertificazione periodo di maternità (dal/al)
  • Per maternità anticipata: provvedimento dell’Ispettorato del lavoro provvedimento ginecologico di astensione anticipata
  • Per malattia figlio: certificazione medica o mod. 4/59 compilato   dal datore di lavoro
  • Per maternità avvenute dal 01/01/1988 in poi: buste paga leggibili.

Maternità fuori rapporto di lavoro

(per accredito necessari almeno 5 anni di contributi da lavoro dipendente)

  • Autocertificazione stato di famiglia
  • Autocertificazione periodo di maternità (dal/al)
Guida pratica

Riscatto dei contributi: in quali casi è possibile?

I contributi da riscatto servono a coprire, con onere a carico del richiedente, alcuni periodi espressamente previsti dalla legge e scoperti da contribuzione. Sono accreditati a seguito dell’accoglimento della richiesta del lavoratore o del pensionato o loro superstiti. A differenza dei contributi figurativi, quelli da riscatto sono sempre a titolo oneroso e si perfezionano con il pagamento di un importo.

Scopri l’approfondimento

Mancano contributi fino all’anno 1973?

Fino al 31 dicembre del 1973 (in alcuni territori del paese anche fino al 1974/1975) i contributi venivano accreditati con il sistema delle marche assicurative che venivano applicate sulle tessere assicurative di ogni lavoratore.

Se ti mancano delle settimane significa che o il datore di lavoro non ha versato i contributi o non sono mai state consegnate all’INPS le tessere assicurative.

Esempio di tessere marche

Mancano contributi dall’anno 1974 al 1977?

Dal 1974 in poi, l’istituto di previdenza avviò per la prima volta in assoluto, un sistema automatizzato di accredito dei contributi che ha sostituito il meccanismo delle tessere assicurative. Se manca un periodo di lavoro ed il ‘’buco contributivo’’ è dovuto ad un errore di contabilizzazione (quindi non c’è stata omissione contributiva da parte dell’azienda), è sufficiente presentare all’INPS:

  • libretto di lavoro
  • buste paga
  • modelli DM10L trimestrali consegnati dall’azienda (o altra documentazione utile a provare il rapporto di lavoro)

Mancano contributi dall’anno 1978 al 1997?

Se nel periodo che va da gennaio 1978 a dicembre 1997 trovi alcuni ‘’buchi contributivi’’ e l’azienda è sempre stata in regola con i versamenti dei contributi, basterà presentare all’INPS il seguente modello:

  • Modello 01/M (tagliandini di carta sottile di colore verde)

Nel caso in cui non si trovi il modello O1/M basterà presentare:

  • buste paga
  • libretto di lavoro.
Esempio di modello 01/M

Mancano contributi come apprendista artigiano?

Se lavoravi come apprendista presso ditte artigiane fino a dicembre 1979, in questi casi non erano previste le tessere assicurative e nel caso in cui ti manchino dei periodi contributivi, sarà sufficiente esibire all’INPS:

  • visura storica della Camera di Commercio che certifichi la natura artigiana della ditta
  • libretto di lavoro (con riportato il periodo di lavoro con qualifica di apprendista)
Libretto di lavoro

Mancano contributi dall’anno 1994 al 2004?

Se nel periodo che va da gennaio 1994 a dicembre 2004 trovi alcuni ‘’buchi contributivi’’ sarà sufficiente presentare all’INPS:

  • modello CUD dell’anno interessato

Questo documento infatti, in una apposita sezione, riporta la retribuzione e il numero delle settimane da accreditate.

Se c’è un errore nella compilazione del modello da parte dell’azienda sarà necessario presentare:

  • buste paga
  • libretto di lavoro
Frontespizio modello CUD

Mancano contributi dall’anno 2005 in poi?

Dal 2005, la comunicazione dei dati contributivi all’INPS da parte delle aziende avviene tramite una procedura denominata “E-mens”. Le aziende trasmettono mensilmente le informazioni all’INPS. Se l’assenza dei dati contributivi riguarda questi anni sarà necessario presentare le buste paga e contattare l’azienda per chiedere una sistemazione del periodo.

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