In base a quanto previsto dalla Legge di bilancio per il 2024 (L. 213/2023) per i dipendenti pubblici iscritti alle casse CPDEL, CPS, CPUG e CPI, in possesso di un’anzianità inferiore a 15 anni di contributi al 31 dicembre 1995, è previsto un abbattimento delle aliquote per il calcolo delle quote di pensione anticipata (anche in cumulo) liquidate a decorrere dal 1° gennaio 2024, secondo il sistema retributivo. Infatti, le pensioni sono calcolate con l’applicazione dell’aliquota prevista nella tabella allegata alla legge di bilancio (invece che applicare le aliquote più favorevoli previste dall’Allegato A della Legge 965/1965 (e alla tabella A allegata alla legge n. 16/1986 per il solo personale iscritto alla CPUG).
Dipendenti pubblici interessati dalla norma
Le categorie dei dipendenti pubblici interessati sono gli iscritti alle seguenti casse:
- Cassa per le pensioni ai dipendenti degli enti locali (CPDEL)
- Cassa per le pensioni ai sanitari (CPS)
- Cassa per le pensioni agli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate (CPI)
- Cassa per le pensioni agli ufficiali giudiziari, agli aiutanti ufficiali giudiziari ed ai coadiutori (CPUG)
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Cosa sono le Casse Inps CPDEL, CPS, CPI e CPUG?
I dipendenti pubblici sono iscritti ai fini del trattamento pensionistico a una della casse gestite dall’INPS:
CPDEL – Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali
Sono iscritti alla CPDEL i dipendenti degli enti di diritto pubblico e degli enti locali, come: regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni dei comuni, unioni montane, comunità montane, agenzie regionali o locali, consorzi di enti locali, istituti pubblici di assistenza e beneficenza, aziende pubbliche servizi alla persona, aziende sanitarie, aziende ospedaliere del Servizio sanitario nazionale, camere di commercio, Sono iscritti anche i dipendenti delle aziende speciali, purché non abbiano la forma di SpA.
CPS – Cassa Pensioni Sanitari
Sono iscritti alla CPS, a titolo esemplificativo, i medici delle aziende sanitarie, delle aziende ospedaliere del Servizio sanitario nazionale e delle IPAB (Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza).
CPI – Cassa Pensioni Insegnanti
Sono iscritti alla CPI gli insegnanti delle scuole primarie paritarie (pubbliche e private), gli insegnanti degli asili eretti in enti morali e delle scuole dell’infanzia comunali.
CPUG – Cassa Pensioni Ufficiali Giudiziari
Sono iscritti alla CPUG gli ufficiali giudiziari, i coadiutori ufficiali giudiziari e gli operati UNEP (Ufficio Notificazioni Esecuzione e Protesti).
A chi si applicano le vecchie aliquote
Sino al 31 dicembre 2024 il mantenimento delle vecchie aliquote di rendimento era possibile in tre ipotesi:
- Raggiungimento dell’età di vecchiaia (67 anni);
- Collocamento in pensione d’ufficio al raggiungimento del 65° anno di età (limite ordinamentale nelle Pa) a condizione che il dipendente avesse raggiunto i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi perle donne);
- Raggiungimento del diritto a pensione entro il 31 dicembre 2023.
Dal 1° gennaio 2025, ai sensi dell’art. 1, c. 162 e ss. della legge n. 207/2024, è stato innalzato il limite ordinamentale per la permanenza in servizio della generalità dei dipendenti pubblici portandolo a 67 anni (prima era 65 anni) abrogando contestualmente il collocamento in pensione d’ufficio per il personale che ha raggiunto i requisiti per la pensione anticipata.
Ciò significa che dal 1° gennaio 2025, le vecchie aliquote di rendimento, si utilizzando solo in due casi:
- Raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni);
- Raggiungimento di un diritto a pensione entro il 31 dicembre 2023
Trattenimento in servizio
Inoltre, la legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha autorizzato le Pubbliche Amministrazioni a trattenere in servizio i dipendenti pubblici (con il loro consenso), sino al 70° anno. L’istituto ha confermato che il dipendente che si dimette prima della scadenza del trattenimento, resta soggetto comunque, alle vecchie aliquote di rendimento.
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APE Sociale
L’INPS precisa che sia l’APE sociale, sia la pensione riconosciuta al termine della fruizione dell’indennità, vengono determinati con l’applicazione delle vecchie aliquote di rendimento, in quanto l’APE sociale rappresenta un accompagnamento alla pensione di vecchiaia.
Diversamente, nel caso in cui l’interessato maturi i requisiti per la pensione anticipata e scelga di accedervi prima, le quote retributive della pensione vengono invece calcolate secondo le nuove aliquote di rendimento introdotte dalla Legge di Bilancio 2024.
Lavoratori precoci
L’istituto conferma che i lavoratori precoci che hanno maturato i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2023 restano esclusi dall’applicazione delle nuove aliquote di rendimento.
Rientrano in questa fattispecie i lavoratori che hanno conseguito, con certificazione INPS, almeno 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2023, indipendentemente dal fatto che alla stessa data abbiano o meno raggiunto anche i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne).





